Il Lombardo – Veneto delle cronometro. Va in scena il 22 giugno prossimo. A Romanengo. Si corre contro il tempo. Il diktat della Uci è di fare le prove per i professionisti, anzi meglio, open, almeno tre giorni prima delle prove su strada. A Romanengo si era deciso per la fine di luglio per le categorie giovanili, dagli under23 in giù, donne comprese. E in periodo di magra, di organizzazioni sportive e di reperimento di sponsor mettere in piedi un campionato italiano a cronometro non è affar semplice.
Dividere i professionisti e le categorie giovanili in due date significa dispendio di spesa e di energia, permessi sulle strade e molto altro. E allora cosa di meglio se non unire le forse e fare tutti insieme appassionatamente? La data prescelta diventa quella di mercoledì 22 giugno.
Ecco però l’inghippo. Prima uno, poi due, poi tre e avanti. Ovvero. Il 22 giugno iniziano le prove scritte degli esami di maturità. E scuola e ciclismo vanno sempre più in disaccordo. E’ il caso, ad esempio, del vice campione italiano crono della categoria juniores Gianfranco Biasion della Pressix. Secondo per quattro secondi lo scorso anno da Bevilacqua. Il 22 giugno prossimo Biasion, che è andato a scuola un anno prima e prosegue il suo percorso scolastico a pieni voti sarà sui banchi di scuola e non sulla sella della sua bici contro il tempo. Lo stesso vale per Lisa Morzenti altra juniores, che però vive nella bergamasca, che arriverà giusto in tempo, forse, per la gara di Romanengo. Uno spettacolo sicuramente la partenza di un campionato italiano a cronometro con tutte le categorie, dove i giovani possono ammirare la competenza e la preparazione dei professionisti e farsi un’idea di come è il mondo delle due ruote ad alto livello.
Ma più di qualche under23 o donne non potrà prendere parte alla gara. Causa esame di maturità. Del cambio di data se ne era parlato a Città di Castello un mese fa e poi era uscito un comunicato federale.
Ruggero Cazzaniga, presidente della Struttura Tecnica Federale tiene a sottolineare come la federazione cerchi di impegnarsi a far correre comunque tutti i corridori e ad andare incontro alle esigenze dei ragazzi. Ma spesso e volentieri alternative non ci sono. Nonostante gli sforzi. Fatti dagli uffici. “Abbiamo preso contatto anche con il Ministero dell’Istruzione – specifica Cazzaniga – e contattando i presidi c’è pure la possibilità di poter svolgere un esame separato”.
Forse si, si può, ma in casi gravi di malattia, di ricoveri ospedalieri. Forse per la partecipazione di un campionato italiano a cronometro certi “favoritismi” non potranno essere fatti. Alcuni direttori sportivi si sono accorti solo in questi giorni del cambio di data. A qualche corridore si voleva dare la possibilità di fare esperienza nelle gare contro il tempo. Sfumato tutto. Scuola e ciclismo sempre più in contrasto. Sempre più complicato primeggiare a scuola e primeggiare nel ciclismo…
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