La stagione giovanile sta per prendere il via: domenica toccherà agli juniores, dalla prossima settimana sarà la volta di esordienti e allievi. Tutti in bici, o quasi. Anche nel 2018, infatti, si contano diversi casi di giovani atleti vincolati ma decisi a cambiare casacca.
QUESTIONE IRRISOLTA – Tra discussioni, trattative, offerte, contro-offerte, mezzi accordi, ricorsi al Tribunale Federale e alla Corte d’Appello le situazioni sono diverse e molto varie. Nel mezzo ci sono i ragazzini contesi, costretti a guardare da dietro qualche transenna i loro coetanei che gareggiano.
La questione del vincolo di appartenenza è vecchia almeno quanto la storia della bicicletta: società che in maniera del tutto volontaria e gratuita formano i giovani ragazzini, genitori spesso esigenti e propensi a facili entusiasmi e, infine, altre che vedendo le qualità tecniche dei mini-atleti li vorrebbero con sè e cercano tutti i mezzi possibili per aggirare le norme federali.
Norme che, sulla carta, risultano chiarissime: per alcune categorie esiste il vincolo di appartenenza per cui il trasferimento ad altra società è possibile solo in presenza di un accordo tra le parti. Ma troppo spesso negli ultimi anni la Giustizia Sportiva ha sostituito questo accordo ad una propria sentenza assunta, anno dopo anno, in maniera sempre più lassista.
LA POSIZIONE VENETA – Ecco perchè la posizione assunta dal Comitato Regionale Veneto e l’invito giunto in questi giorni proprio a firma del Presidente veneto, Igino Michieletto, puntano diritti alla soluzione del problema: “Partiti per la nuova stagione, il Consiglio esprime una forte raccomandazione sempre nella prospettiva di lavorare tutti per un ciclismo “dal volto sorridente”. I regolamenti della nostra Federazione prevedono dei vincoli per gli atleti a salvaguardia delle società in particolare per quelle che fanno promozione. Gli atleti soggetti a vincolo non devono assolutamente essere personalmente oggetto di offerte che propongono loro il cambio di società, magari facendo leva con lusinghe sui materiali o altri benefit. Dobbiamo costruire e rafforzare un rapporto di rispetto fra società, facendo capire ai ragazzi e genitori che gli impegni presi vanno rispettati. A chi potesse interessare un atleta soggetto a vincolo, l’unica strada è quella di parlare con la sua Società di appartenenza, e se questa comunica l’intenzione a continuare l’attività e tenere l’atleta, la questione deve ritenersi a tutti gli effetti chiusa. Avere rispetto per pretendere rispetto, contiamo sulla serietà di tutti i Presidenti di società” scrive Michieletto nel comunicato diramato in data odierna.
Una soluzione che piace, quella suggerita dal numero uno del ciclismo veneto, che può essere basata solo su dialogo e rispetto tra società. Una sorta di gentlemen agreement fondamentale per il bene di un mondo che troppo spesso si scorda di essere “sportivo”.