Siamo ormai entrati nel vivo di questo giro d’italia edizione n°104, in questi prime settimane abbiamo già assistito ai primi verdetti e ai primi duelli i tra i pretendenti alla vittoria finale. La carovana rosa si dirige velocemente verso il il nord italia puntando con decisione all’arco alpino. A quel punto gli sfidanti per la classifica generale non potranno più nascondersi e gli scontri saranno frontali, senza esclusioni di colpi. Le montagne diventeranno protagoniste insieme a noi nostri eroi che dovranno affrontarle, superarle e in alcuni casi anche domarle, dal cilindro rosa abbiamo pescato le 5 salite più dure che ci aspettano sulle Alpi. La scelta è ricaduta sommando un mix di fattori tra i quali i profili altimetrici delle tappe e delle salite, la pendenza massima e media che affronteranno, la lunghezza e il dislivello, oltre alle emozioni che ci hanno regalato nel passato e quelle che ci regaleranno quest’anno.
SABATO 22 MAGGIO – Monte Zoncolan
Torna a distanza di tre anni il terribile kaiser friulano, quest’anno i corridori lo affronteranno dal versante di Sutrio considerato più “dolce” rispetto a quello di Ovaro. La salita si divide praticamente in due scaglioni, il primo presenta percentuali intorno al 7/8 %, nel secondo invece le percentuali salgono in doppia cifra e non scendono mai sotto il 13% con punte che arrivano addirittura al 27% negli ultimi 3 km, da questo versante la salita misura 14 km. L’unico precedente che abbiamo risale al 2003 con la vittoria di Gilberto Simoni su Stefano Garzelli e Francesco Casagrande.
LUNEDÌ 24 MAGGIO – Passo Giau
La storica salita quest’anno è la Cima Coppi del Giro (con i suoi 2.200m rappresenta la vetta più alta) pendenza media del 9% e lunghezza totale intorno ai 10 km, i corridori lo scaleranno dal versante più duro, ovvero quello di Colle Santa Lucia. E’ inclusa nel tappone alpino con arrivo a Cortina, molto probabilmente la tappa più dura del giro. Quest’anno sarà la nona volta che saliranno in cima, nel nuovo millennio è stata affrontata ben 5 volte ( 2007 – 2008 – 2011 – 2012 – 2016) senza però mai essere arrivo di tappa. Ricordiamo un aneddoto che coinvolse Nibali durante la discesa del passo Giau nel 2011, quando lo squalo mentre approccia una curva saltò con la sua bici un rigagnolo di acqua che si era formato sull’asfalto, riuscendo ad atterrare perfettamente sull’asfalto e proseguire la sua rincorsa in discesa.
LUNEDÌ 24 MAGGIO – Passo Fedaia
I corridori incontreranno la storica salita dolomitica nello stesso giorno del tappone che presente anche il Giau. Conosciuta anche con il nome di “Marmolada”, verrà affrontato dal versante più duro quello di Malga Ciapela che presenta un tratto rettilineo di oltre tre chilometri con una pendenza media del 12%, la salita è caratterizzata dalla presenza di pochissimi tornati, nei pressi di Capanna Bill incontriamo le percentuali più arcigne, tocchiamo in alcuni tratti il 18%. L’ultima volta fu affrontato ben 10 anni fa, passo primo in vetta Stefano Garzelli.
MERCOLEDÌ 26 MAGGIO – Sega di Ala
Lunga 11 km con pendenza media del 9,5% la massima tocca il 15% con piccoli tratti al 18%, new entry per il giro, sarà infatti la prima volta che verrà affrontata, fu invece percorsa nel 2013 durante il giro del trentino (oggi Tour of the Alps). Quella volta fu Vincenzo Nibali a passare per primo sotto lo striscione del traguardo, sarà di buon auspicio? Per i più attenti e curiosi ricordiamo il gesto di Sir Bradley Wiggins,che in quell’occasione a seguito di un problema meccanico alla sua bici, lanciò il mezzo dalla rabbia il quale si fermò perfettamente sul bordo della strada a ridosso di un muretto, quando la classe non è solo in bici!
VENERDÌ 28 MAGGIO – Alpe di Mera
Inedita anche l’arrivo sulla salita dell’ Alpe di Mera, lunghezza totale di 10 km, le prime rampe sono abbastanza dolci, siamo intorno al 6% ma poi si inizia a inerpicarsi senza soluzione di continuità fino ad arrivare a toccare la percentuale massima del 14%, la percentuale media si attesta al 10%. A febbraio Egan Bernal ha deciso di fare una ricognizione proprio su questa cima alpina ai più sconosciuta, sarà il penultimo arrivo in salita prima dell’arrivo a Milano, un’ultima chance quindi per far ribaltare le sorti della classifica finale o per consolidare ulteriormente il vantaggio ottenuto.