Chiarimenti o dimissioni. Dopo settimane di discussioni sul caso legato alle provvigioni, oggi è stato il mondo del ciclismo giovanile a ribellarsi alla FCI e a protestare.
Di fronte all’ingessatura dei piani alti della FCI e del CONI, la famigerata “base” ha deciso di mobilitarsi e lo ha fatto coniando un apposito hashtag #FCIChiarimentioDimissioni e sfoderando uno striscione che parla chiaro, poco prima della partenza della gara juniores di Agna che ha visto quest’oggi 142 atleti al via.
Poche parole che, espresse dalle nuove leve del ciclismo italiano, pesano come macigni e rendono in maniera plastica il grado di indignazione raggiunto dal popolo delle due ruote italiano di fronte alle mezze verità della FCI.
Se il Consiglio Federale si chiude nella stanza dei bottoni, sulla strada non si parla d’altro che dell’Irlanda e di quei 106mila euro che avrebbero dovuto essere stanziati ancora non si sa bene con quale fine. Tutto questo ha portato tanti volontari, atleti e dirigenti di piccole e grandi società a ribellarsi a questo modo di gestire la FCI. A farsi portavoce di questo grido d’allarme è stato Ruggero Rovelli, dirigente del ciclismo padovano, che ha chiesto alla FCI di fare chiarezza o, diversamente, di dimettersi.
Ciclismoweb.net ha raccolto nel video che segue le dichiarazioni di Rovelli e documentato la protesta pacifica e legittima della base del ciclismo. Una protesta che potrebbe andare avanti ad oltranza e diffondersi nelle prossime settimane a macchia d’olio in tutto il Paese. Insomma, se i dirigenti federali non si sbrigheranno a chiarire le responsabilità e le motivazioni del caso che ha infiammato l’estate delle due ruote italiane, la base, composta da tanti volontari, appassionati e giovani atleti, è pronta a scendere in campo e a ribellarsi.