Aveva promesso solennemente sulle colonne della rosea che non lo avrebbe più fatto e, invece, Cordiano Dagnoni ci è ricascato. Il Presidente della FCI, che era uscito dalla bufera irlandese senza dare delle risposte chiare e convincenti, a due anni di distanza da quei fatti, è tornato ad inserire un punto all’ordine del giorno del Consiglio Federale (che puntualmente lo ha votato a occhi chiusi) per portare i soldi della FCI all’estero sotto le spoglie di una quantomai discutibile consulenza professionale.
MODUS OPERANDI – Esattamente come due anni fa (era l’agosto 2022 quando la famosa “manina” metteva in votazione al Consiglio Federale il verbale modificato relativo ai 106mila euro da destinare alla società irlandese Reiwa Management per false provvigioni) anche in questa occasione tutto è accaduto ad inizio agosto.
Più precisamente era il 6 agosto 2024 quando, nel Consiglio Federale convocato per approvare, tra l’altro, la convenzione tra FCI e Lega Ciclismo e per decidere la data della prossima assemblea elettiva nazionale, il Presidente Cordiano Dagnoni ha proposto di inserire tra le “varie ed eventuali” il punto 5.4 relativo ad un incarico professionale da affidare allo Studio Marconi Ltd.
Se due anni fa, in occasione delle provvigioni irlandesi, in Consiglio Federale sedeva Norma Gimondi, che fu capace di alzarsi, di chiedere spiegazioni chiare e di opporsi alla ratifica del verbale falsificato, nello scorso mese di agosto nessuno, o quasi, si è opposto alla nuova idea del Presidente Dagnoni.
Quasi, perchè, proprio prima della presentazione di questo punto, a lasciare la riunione è stato il Vice-Presidente Ruggero Cazzaniga: impossibile sapere se si trattasse di un impegno improvviso o del sentore che qualcosa di poco chiaro stesse per accadere nuovamente.
IL VERBALE – Per capirlo, in realtà, è sufficiente scorrere il verbale di quel Consiglio Federale, dove Cordiano Dagnoni propone di affidare un incarico professionale allo Studio Marconi LTD per svolgere una analisi finanziaria dei bilanci approvati della FCI, redigere una relazione semestrale di esercizio, fare una proiezione di bilancio con suggerimenti per la spendig review e redigere addirittura un business plan per gli esercizi 2025-2028.
La prima cosa che salta all’occhio è che si tratta di mansioni normalmente svolte, o che comunque potevano essere affidate, agli uffici amministrativi della FCI che hanno sempre dimostrato competenza e capacità in materia. Viene poi da chiedersi se si trattasse di una consulenza davvero necessaria dal momento che, ad esempio, il mandato del Presidente Dagnoni è in scadenza e anche un eventuale business plan elaborato adesso per il prossimo quadriennio rischierebbe di non avere alcuna utilità.
Vi sono poi gli importi necessari per garantirsi questa consulenza: ben 25.000 euro per tre mesi di lavoro (dalla sottoscrizione al 31.12.2024), che, all’anno, equivalgono a 100.000 euro (do you remember 106.000 euro?).
E, infine, si stabilisce che i pagamenti della somma indicata “verranno decisi, rateizzati e concordati, di volta in volta, tra il Presidente Dagnoni ed il dott. Giuseppe Marconi”. Lasciando, di fatto, mano libera al Presidente di spendere liberamente le sostanze federali.
DELIBERA ILLEGITTIMA – Con queste premesse, da un punto di vista formale, la delibera del Consiglio Federale del 6 agosto scorso è, infatti, del tutto illegittima: per l’acquisizione di beni e servizi per importi superiori ai 5.000 euro, infatti, la FCI è tenuta ad acquisire sul mercato almeno 3 preventivi scegliendo il più vantaggioso.
Preventivi di cui non si fa alcuna menzione nel punto inserito “a sorpresa” da Dagnoni e, riguardo ai quali, è difficile immaginare che quello dello Studio Marconi LTD sia il più vantaggioso.
Una determinazione che, assunta in questo modo (con il placet del Segretario Generale della FCI Marcello Gavino Tolu?), avrà fatto sobbalzare sulla sedia il Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti, Simone Mannelli, presente in quella seduta del Consiglio Federale che, però, non ha avanzato alcuna obiezione degna di essere verbalizzata nè sulle modalità della scelta operata dal Consiglio Federale nè in riferimento alla scelta ricaduta sullo Studio Marconi LTD.
MARCONI LTD – Ecco, appunto, lo Studio Marconi LTD del dott. Giuseppe Marconi, chiamato “Beppe” dagli amici che frequentano i campi da golf più esclusivi d’Italia.
Un faccendiere bresciano classe 1945 che non risulta iscritto all’albo nazionale dei commercialisti, con frequentazioni poco trasparenti e che negli ultimi anni ha collezionato diverse società con sede a Londra. Tra queste risulta la Magefi Ltd, di cui è stato direttore fino allo scorso 10 settembre: altra società con sede a Londra, nello stesso studio della Colella Consulting, del commercialista di Buccinasco, Ettore Colella, già coinvolto nelle indagini per delle presunte tangenti all’ex sindaco del suo paese.
L’ultima attività di Giuseppe “Beppe” Marconi, in ordine di tempo, è proprio lo Studio Marconi Ltd, registrato il 27 ottobre 2023 nella city londinese con capitale sociale di 100 sterline. E’ questo lo studio che ha ricevuto l’incarico per la superconsulenza di 25.000 euro dalla FCI: il “Beppe” e il “Cordi” condividono, oltre alla provenienza geografica, anche la passione per il golf e per gli affari nei paradisi fiscali come è tornata ad essere la Gran Bretagna, dopo la Brexit.
Dopo l’Irlanda e le false provvigioni, insomma, la FCI sta pagando una super-consulenza londinese: e le domande che sorgono leggendo le carte sono molte.
Come è stato scelto lo studio Marconi Ltd? Non era possibile rivolgersi ad uno studio con sede in Italia? Quali sono i titoli del dott. Giuseppe Marconi? Quale il curriculum che lo ha fatto preferire ad altri?
Ed ancora, quali benefici dovrebbe apportare alla FCI la consulenza del dott. Marconi? Cosa si nasconde dietro ad una consulenza di questo tipo?