Autore: Andrea Fin

Giornalista, appassionato di ciclismo, ha iniziato a pedalare a 7 anni e dal 2005, insieme a Riccardo Scanferla, ha fondato Ciclismoweb.net diventandone direttore responsabile. Attento osservatore del mondo delle due ruote, oggi è anche un apprezzato opinionista nello studio televisivo di Teleciclismo.

“Avremmo voluto darne notizia contestualmente con la nomina del nuovo presidente, ma le solite imprecise notizie ci costringono a chiarire” ha scritto il Presidente Cordiano Dagnoni nel comunicato ufficiale di ieri con cui è stato costretto ad ufficializzare le dimissioni di Luciano Fusar Poli e Marco Zen. A dire il vero, sulle pagine di ciclismoweb.net di impreciso c’era ben poco, visto che tutte le indiscrezioni sono state confermate, così come il fatto che, ancora una volta, la FCI-Azienda si è trovata priva di una copertura in un ruolo fondamentale senza aver programmato e pensato ad una transizione veloce e indolore.…

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Il sasso è stato lanciato nello stagno e le reazioni in queste ore che stanno seguendo all’articolo pubblicato questa mattina da Ciclismoweb.net si stanno sommando. L’assoluto silenzio della FCI non aiuta certo a fare chiarezza tra le suggestioni e le indiscrezioni verosimili ma, tant’è, non resta che darne pubblicazione per attendere che poi la nebbia si cali e restino, chiari ed evidenti, gli indizi più concreti. DIMISSIONI SENZA SOSTITUTO, COME CASSANI – Il primo dato che salta agli occhi, dalle reazioni raccolte da Ciclismoweb.net in queste ore, è il fatto che la FCI abbia accettato le dimissioni di Luciano Fusar…

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Non accennano ad attenuarsi le tensioni interne alla FCI; nonostante i sorrisi, le premiazioni, le strette di mano e le pacche sulle spalle, infatti, il Consiglio Federale, che è tornato a riunirsi nel fine settimana ad Ostia, ha accettato le dimissioni di Luciano Fusar Poli. FUSAR POLI E ZEN DIMISSIONARI – Una uscita di scena pesante, quella del numero uno della Struttura Tecnica Nazionale per strada e pista, che era già nell’aria nel settembre dello scorso anno ma che, nel pieno della bufera degli affari d’Irlanda, era stata congelata per concretizzarsi in questi ultimi giorni. Secondo le indiscrezioni raccolte da…

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Che l’Italia sia un Paese ancora fermo al Medioevo è, purtroppo, risaputo, così come è risaputo che il mondo del ciclismo azzurro sia fatto di campanilismi, orpelli e arretratezze che, non a caso, hanno fatto si che anche Paesi sino a qualche tempo fa privi di una tradizione ciclistica ci superassero. Ma la storia che vogliamo raccontarvi oggi va oltre a questo. L’Italia ciclistica, già alle prese con mille difficoltà di tipo economico, fiscale e burocratico, preda della agguerrita concorrenza straniera, soprattutto per quanto riguarda le categorie juniores e Under 23, per non parlare dei professionisti, infatti, nel 2023 sarà…

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Un nuovo inizio per Riccardo Verza. Il 25enne di Este (Pd) correrà quest’anno con la formazione austriaca della Hrinkow Advarics. Una scelta che porterà il figlio d’arte a misurarsi con i big delle due ruote in tutta Europa: “Non è il passaggio al professionismo che sto inseguendo ormai da qualche anno ma è comunque un passo in avanti per me. Purtroppo nel ciclismo di oggi c’è poco spazio per chi, come me, ha 25 anni. E’ più facile arrivare tra i professionisti quando si hanno 18 anni piuttosto che da Elite”. Le ultime due stagioni con la casacca della Zalf…

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Ordine d’arrivo cronometro individuale elite: 1° Jay Vine (UAE Team Emirates) 46’38” 2° Luke Durbridge (Jayco Alula) a 3″ 3° Kelland O’Brien (Jayco Alula) a 26! 4° Luke Plapp (Ineos Grenadiers) a 27″ 5° Chris Harper (Jayco Alula) a 1’14” 6° Callum Scotson (Jayco Alula) a 1’31” 7° Connor Sens (Bendigo & District) a 2’26” 8° Riley Fleming (St George) a 2’44” 9° William Moloney (Ac Bisontine) a 3’04” 10° Conor Leahy (BridgeLane) a 3’51” Alla prima gara in maglia UAE Team Emirates, Jay Vine conquista subito un successo, diventando il nuovo campione australiano a cronometro. Il ventisettenne si è…

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La Riforma dello Sport si conferma la classica riforma “all’italiana”. I principi che guidano ormai da qualche anno l’iter della riforma nascono dal periodo della pandemia da Covid-19 e dagli ormai famosi sostegni erogati dallo stato in favore dei “lavoratori dello sport”. Un popolo di volontari che, in funzione del loro impegno, godono dei rimborsi delle ASD, compensi completamente detassati sui quali lo Stato ha deciso di mettere le mani. Un principio giusto se si pensa ai tanti lavoratori che sono impegnati in piscine, palestre e altre attività commerciali dedicate allo sport gestite, impropriamente, con lo strumento delle ASD. Ma…

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Una folla ad attendere il feretro, scortato dalle motociclette della polizia stradale, sulle scalinate dell’imponente Duomo di Lonigo in una mattinata grigia ma non così fredda come il calendario imporrebbe. Come se si trattasse dell’arrivo di una grande classica di inizio stagione, una di quelle che lo esaltavano e facevano sognare i suoi tifosi. L’ultimo saluto a Davide Rebellin è stato dato questa mattina con la celebrazione delle esequie che hanno chiamato a raccolta il mondo del pedale italiano. Un momento particolarmente emozionante, preparato nel dettaglio, come avrebbe voluto Davide che i banchi della chiesa li conosceva molto bene e…

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Non capita tutti i giorni di cambiare logo dell’azienda. E la FCI lo ha celebrato come un avvenimento degno di nota. Cambiare il proprio brand, però, non ha consentito di spazzare via altrettanto facilmente i vecchi problemi che sono rimasti lì, sul tavolo, del massimo organismo del ciclismo italiano. Nel Consiglio Federale pre-natalizio e post giro d’onore è stata deliberata l’ennesima mancia (con uno sconto agli organizzatori) il cui importo viene quantificato in tutto in 500.000 euro, spesi, anche questa volta, senza che vi sia un vero e proprio piano di rilancio dell’attività giovanile. BANDO ANCORA DA FARE – Restano,…

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“Il 2022 era partito bene, con una primavera nella quale avevo vinto e ottenuto dei buoni risultati. Avevo preparato il Giro d’Italia U23 come piace a me, andando in altura e prendendomi i miei tempi. Stavo veramente bene e, forse anche per questo, al Giro dell’Appennino, mentre mi giocavo un piazzamento nei primi dieci, ho esagerato in discesa e sono caduto. Da lì, con Marino Amadori, abbiamo spostato l’obiettivo sul Tour de l’Avenir ma anche lì, in ritiro con la nazionale sono rimasto vittima di un incidente in allenamento che mi ha costretto a rinunciare. Ora sto bene e guardo…

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